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Chiamano e riattaccano subito: sei finito nella loro rete anche se non rispondi | Cosa fare

Redazione TB Maggio 8, 2025
truffe telefoniche

Il pericolo delle truffe telefoniche - onetechstop.net

Oltre ad essere un fastidio può nascondere anche un pericolo: quando chiamano e riattaccano si rischia anche senza rispondere.

Negli ultimi anni, il fenomeno delle truffe telefoniche ha assunto dimensioni preoccupanti, e una delle modalità più insidiose è quella delle chiamate che si interrompono dopo uno o pochi squilli. Queste telefonate, apparentemente innocue, possono trasformarsi in un incubo per chi le riceve. La pratica, conosciuta come “Wangiri” (che in giapponese significa “uno squillo e giù”), è diventata sempre più comune, e il suo obiettivo è ingannare l’ignaro destinatario per indurlo a richiamare. Ma cosa si nasconde dietro a queste chiamate e come possiamo difenderci?

La truffa del Wangiri: come funziona

Il meccanismo di base della truffa Wangiri è piuttosto semplice. Il truffatore effettua una chiamata da un numero di telefono, spesso estero o comunque associato a tariffe elevate, e dopo uno o due squilli riattacca. L’intento è chiaro: suscitare la curiosità della vittima, spingendola a richiamare per scoprire chi era. Tuttavia, il ritorno della chiamata può rivelarsi costoso, poiché il numero potrebbe far parte di un servizio premium o di un numero a pagamento, generando così profitti enormi per i malintenzionati.

Inoltre, i truffatori spesso utilizzano numeri che appaiono familiari o legittimi, approfittando della fiducia delle persone. Possono acquistare numeri di telefono disattivati o riutilizzare numeri di aziende conosciute, rendendo difficile per le vittime distinguere tra chiamate legittime e tentativi di truffa. Questo fenomeno ha creato un vero e proprio mercato nero di numeri di telefono, dove i malviventi possono acquistare numeri a basso costo per alimentare le loro operazioni illecite.

come funzionano le truffe telefoniche
Difendersi dalle truffe telefoniche – onetechstop.net

Le chiamate di questo tipo provengono spesso da numeri con prefissi internazionali che possono generare sospetti. Tra i prefissi più comuni associati a truffe telefoniche troviamo:

  • +375 (Bielorussia)
  • +53 (Cuba)
  • +33 (Francia)
  • +383 (Kosovo)
  • +371 (Lettonia)
  • +218 (Libia)
  • +370 (Lituania)
  • +373 (Moldavia)
  • +44 (Regno Unito)
  • +381 (Serbia)
  • +27 (Sudafrica)
  • +255 (Tanzania)
  • +216 (Tunisia)
  • +563 (Valparaíso)
  • +678 (Vanuatu)

Questi prefissi non sono esclusivi, e le truffe possono avvenire anche da numeri con altre combinazioni. È sempre importante mantenere un atteggiamento di cautela verso chiamate provenienti da numeri sconosciuti o da aree geografiche che non si riconoscono.

Uno degli aspetti più insidiosi di questa truffa è la psicologia che vi sta dietro. La curiosità umana spesso gioca un ruolo fondamentale: chiunque riceva una chiamata inaspettata può sentirsi spinto a richiamare per scoprire il mittente. I truffatori sfruttano questa vulnerabilità, rendendo il gioco ancora più pericoloso. Non solo si rischia di incorrere in costi elevati, ma si può anche esporre la propria privacy, dando accesso a informazioni sensibili.

Inoltre, molti di noi tendono a fidarsi delle comunicazioni telefoniche, considerando la chiamata come una forma diretta e personale di interazione. Questo può portare a sottovalutare il pericolo rappresentato da chiamate sospette o inattese.

Come proteggersi

La prima regola per difendersi da questa truffa è non rispondere a chiamate da numeri sconosciuti, soprattutto se provengono da prefissi internazionali sospetti. Se ricevi uno squillo e il chiamante riattacca, è consigliabile non richiamare. Esistono anche servizi online che permettono di verificare se un numero è stato segnalato come truffaldino. È importante informarsi e utilizzare questi strumenti per proteggere i propri dati e il proprio denaro.

Inoltre, è fondamentale educare se stessi e i propri cari riguardo a queste truffe. Condividere informazioni e esperienze può aiutare a creare una rete di consapevolezza, riducendo il numero di potenziali vittime. In un mondo sempre più connesso, la protezione dei propri dati e delle proprie finanze è diventata una responsabilità condivisa, e saper riconoscere i segnali di allerta è il primo passo verso una maggiore sicurezza.

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